Il Kilt: origini e tradizioni

RIPERCORRIAMO LA STORIA DEL KILT, UNO DEI SIMBOLI PIU’ FAMOSI DELLA TRADIZIONE SCOZZESE

Rossella British School Pisa Group

di Rossella Pichichero

Quando pensiamo al Kilt, il tipico gonnellino scozzese indossato con orgoglio dai membri dei clan per celebrare la loro identità nazionale, pensiamo a una antica tradizione nata chissà quanti secoli fa e tramandata di generazione in generazione. L’idea che il kilt sia un indumento tramandato magari dagli antichi vikinghi o dai celti, gli antichi popoli che abitavano l’Irlanda, la Scozia e la Cornovaglia, è in realtà un’invenzione del tutto recente. Il “tartan”, caratteristico tessuto che con i colori e il disegno e anche il numero delle pieghe indica il clan di appartenenza, era stato poi introdotto in Scozia nel secolo XVI (pare provenisse dalle Fiandre, arrivando alle Highlands dalle Lowlands). L’abbigliamento che gli Highlanders avevano ereditato dagli Irlandesi consisteva in una lunga camicia chiamata leine che le classi superiori poi tingevano con lo zafferano (da qui il termine leine-croich) sopra alla quale veniva indossata una pesante tunica di lana grezza detta failuin. La mise era poi completata da un mantello color ruggine che serviva a mimetizzarsi con l’erica che cresceva nelle vallate delle Highlands.  I capi clan erano i soli che potevano indossare anche i trews, specie di calze lunghe simili a pantaloni (molto simili a quelli che oggi chiamiamo leggings) fatti di stoffa tartan.
Kilt
Immagine del lein. Credits: https://www.pinterest.it/pin/406027722640524233/?lp=true

Nel corso del ‘600 quando si interruppero i legami con l’Irlanda, alla leine si aggiunse un mantello, o per meglio dire un plaid, che veniva ben stretto in vita da una alta cintura di cuoio detta breacan. Questo tipo di abbigliamento risultava particolarmente comodo per gli scozzesi in quanto erano liberi di poter “saltabeccare tra le rocce e le paludi”.

La storia del kilt ha origini a metà del 1700, quando il quacchero inglese Thomas Rawlinson del Lancashire, che controllava una vasta reti di fornaci e fonderie nelle Highlands, insieme al collega scozzese  Ian MacDonnel, impiegarono una centinaia di Highlanders per abbattere gli alberi e far funzionare le fornaci. I due colleghi notarono che il breacon e il leine, non erano affatto adatti per tagliare la legna e trasportare sulle spalle i grossi tronchi e quindi pensarono di separare la sottana dal mantello, trasformandola in un capo a sé stante con delle pieghe già cucite per renderlo un capo più comodo.

Il risultato fu il philibeg o “piccolo kilt”. Indossato in seguito anche dagli stessi Rawlinson e MacDonnel incominciò a fare tendenza e a essere indossato non solo dagli operai, ma anche dai capi clan.

La conferma definitiva dell’uso ufficiale del kilt si ha nel 1822, quando il re George IV fa visita a Edimburgo. La ditta Wilson crea una serie di tartan per differenziare i vari clan e all’arrivo del Re tutti i membri dei clan esibiscono il loro tartan. Possiamo quindi concludere che il kilt è un costume assolutamente moderno, inventato dal quacchero inglese Mr. Thomas Rawlinson a metà del ‘700.

Kilt scozzesi

Tra i più famosi clan scozzesi vanno citati: i Macdonald, MacNeil, McKenzie, McGowan, Ramsey, Stuart, dei quali i baluardi sono anche spesso orgogliosamente esposti nei pub di Edimburgo o di Glasgow.

Per i più curiosi in materia di folklore scozzese, vi invitiamo a leggere The Costume of the Clans , opera straordinaria scritta da John Sobieski Stuart e suo fratello Charles Edward Stuart in cui vengono descritte le varie tradizioni scozzesi incluso l’uso del kilt.

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Rossella

Rossella Pichichero

British School Pisa
"Hi everyone! Sono Rossella e faccio parte del Team British School dal lontano 1997! Ho iniziato a studiare inglese da bambina con la mia insegnante di allora Mrs. Mayhew. Da quel momento non ho più smesso e l'inglese è diventata un po' la mia seconda lingua. Organizzo anche soggiorni studio in UK avendo già visitato le scuole e le città in cui si svolgono i corsi. Ho viaggiato molto in UK e conosco molto bene Londra e Cambridge, quindi se volete un consiglio su cosa visitare, dove mangiare e quartieri da scoprire, scrivetemi pure. Bye for now!"

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