DSA: studiare con consapevolezza

I MIEI RAGAZZI DSA E LA METACOGNIZIONE

Anna Cuomo, pedagogista

di Anna Cuomo

L’approccio al metodo di studio metacognitivo mi ha permesso di lavorare, negli anni, sulle competenze personali e non sulla conservazione nozionistica. I miei ragazzi, tutti dislessici, mi hanno insegnato ad ascoltarli e aiutarli.

Ho ascoltato le loro esigenze e le loro difficoltà, ho imparato con loro a capire quali fossero gli errori ricorrenti, a riconoscerli e gestirli.
Tutti mi hanno insegnato a capire che siamo tutti diversi e che funzioniamo in modo del tutto personale e che questo non è sintomo di diversità intesa come disagio, ma come ricchezza da utilizzare in un sistema di apprendimento cooperativo.

DSA: Approfondiamo la metacognizione

Purtroppo attualmente si parla tanto di metacognizione, ma raramente si riesce ad avere la possibilità di viverla come esperienza concreta. Per questo motivo, al fine di affrontare un processo metacognitivo, ho avuto bisogno di tener presente che il lavoro principale è profondamente centrato sulla “consapevolezza”.
Per consapevolezza intendo non solo il processo introspettivo dell’alunno, ma soprattutto l’interiorizzazione di questo passaggio da parte dell’insegnante, che per interagire concretamente, deve allontanarsi dalla centralità del suo ruolo per spostarsi in una posizione di guida.
Sia il docente che il discente devono intraprendere un percorso necessario per giungere a questo stato di conoscenza di sè, del proprio sapere e delle proprie capacità esecutive. Tale passaggio dei due interessati (docente/discente), all’esperienza didattica è fondamentale perché ci sia la presa di coscienza sui diversi funzionamenti di ogni parte, ma non sempre è chiaro che lo stile cognitivo del docente spesso risulta non affine a quello degli alunni.
Questo primo passaggio introspettivo aiuta l’approccio didattico ad aprirsi a qualsiasi profilo.

DSA studente

L’intero processo insegnamento/apprendimento agisce sui percorsi evolutivi di ogni persona, stimolando la ricerca dei sistemi utili a rendere efficace il proprio apprendimento.
Ho sempre riflettuto con i miei bambini/ragazzi che sapere come funziona il nostro apprendimento, come funziona la memoria e la capacità di comprensione e organizzazione dei dati, permette a ognuno di poter sperimentare metodologie adatte, che permetteranno di essere più efficiente ed efficace.
L’obiettivo della didattica metacognitiva è quello di offrire a tutti l’opportunità di imparare a interpretare, organizzare e strutturare le informazioni ricevute dall’ambiente e di riflettere su questi processi, per divenire sempre più autonomi. Quindi, l’approccio metacognitivo rende gli interessati “gestori diretti” dei propri processi cognitivi.
Possiamo affermare allora che la metacognizione è sostanzialmente un percorso di riflessione sulle nostre capacità di conoscere, su quello che stiamo imparando e sulle motivazioni che ci spingono a farlo; tutto ciò coinvolge nel tempo anche il nostro stile di pensiero.

Molte volte mi viene chiesto: “quali strategie metacognitive possono essere utilizzate a scuola?”.
Rispondo sempre, aiutateli a riflettere e ragionare. Supportateli in un percorso consapevole che tenga conto delle proprie difficoltà e del proprio potenziale. Dico sempre ai ragazzi di allenare le parti del nostro cervello che funzionano. Agli insegnanti consiglio varie tecniche utilizzabili, ma la principale è l’empatia, la comprensione profonda della loro funzionalità.

Quali tecniche utilizzare

Le tecniche utilizzabili sono molteplici, ma le quattro fondamentali sono quelle di selezione, organizzazione, elaborazione e ripasso/esposizione.
– La selezione è la tecnica del saper scegliere le informazioni rilevanti, utilizzando tutti gli indicatori e i supporti che ci permettono di realizzare queste procedure.
– La strategia organizzativa ci permette di sistemare i dati, in un ordine logico per il nostro stile cognitivo.
– Anche la strategia di elaborazione è fondamentale, perché il soggetto possa ancorare le nuove informazioni alle conoscenze pregresse.
– La tecnica della ripasso/esposizione dell’informazione crea un sistema di archiviazione delle informazioni, utilizzando un modo personale, sia per la rielaborazione dei contenuti, sia al fine di ricercare i propri sistemi espositivi, attraverso modalità alternative, grazie anche al coinvolgimento emotivo.

Ecco perché nel tracciare questo processo è importante sottolineare il supporto da parte delle emozioni che oggi, come si è visto, influenzano in maniera decisiva tutto l’iter dell’apprendimento. In tutto il mio percorso di crescita ho imparato che aprirmi all’ascolto e seguire le loro emozioni, i loro bisogni e aiutarli a tirare fuori il loro potenziale.

Pertanto, devo necessariamente sottolineare che la tematica metacognitiva offre ampi spazi di riflessioni che possono e devono essere approfonditi singolarmente affinché si possa aprire uno spiraglio a una nuova prospettiva educativa/didattica, affine alle nuove generazioni. Questo può essere un percorso possibile per portare l’apprendimento verso una nuova prospettiva.

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Anna Cuomo

Pedagogista
Anna Cuomo è una pedagogista, esperta in metodo di studio e metacognizione, tutor DSA per l'associazione Italiana dislessia.

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